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trad. Shelly Chen - Francesco Serafini
Ricerca del saggio eremita
Chiedevo al discepolo, sotto un verde pino.
Mi disse: il maestro è andato a raccoglier l’erbe,
sulle pendici del monte,
nel profondo delle nubi, da qualche parte.
Jia Dao, dinastia Táng
| 只 在 此 山 中 , 云 深 不 知 处 。 | 松 下 问 童 子 , 言 师 采 药 去 。 | 访隐者不遇 | 贾 岛 , 唐 | 贾岛,唐 访隐者不遇 松下问童子,言师采药去。 只在此山中,云深不知处。 |
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Pin Yin Autore: Jiǎ Dǎ, Táng(dinastia), Titolo: fǎng yǐn zhě bù yù Sōng xià wèn tóng zǐ, yán shī cǎi yào qù. Zhǐ zài cǐ shān zhōng, yún shēn bù zhī chù. |
Traduzione letterale Titolo: visita all’eremita senza incontrarlo Sotto (un) pino chiedere ad un discepolo Dire: maestro andare a raccogliere erbe Solamente in questa montagna intorno Nuvole – profondo non conoscere luoghi. |
Jia Dao (779- 843 d.C.), noto anche con il nome di cortesia Langxian (阆仙), nato a Fanyang provincia di Hebei, veniva da una famiglia di bassissimo rango, fino a trent’anni provò a partecipare agli esami di stato senza però superarli, probabilmente anche sfavorito dall’umile origine. Così, probabilmente per convenienza, si fece monaco prendendo il nome di Wuben (无本). A trentaquattro anni però lasciò l’abito a causa delle ferree regole monastiche che non gli permettevano neanche di “godersi un tramonto come può fare una pecora o un bufalo”.
Il suo carattere cambiò diventando più introverso e freddo. Pochi anni prima di morire ebbe un piccolo incarico.
In generale amava la tranquillità e non inseguiva il profitto, il denaro ed il potere; sfuggiva gli eventi sociali. Adorava la poesia e spesso durante la fase creativa si dimenticava addirittura di mangiare.
Quella che riportiamo è una poesia lirica, puramente espressiva che ci da una immagine di una situazione. La narrazione ci porta nell’ambiente nel quale vive il saggio eremita e ci mostra il suo stile di vita austero e solitario alla ricerca della propria spiritualità. Uno stile di vita che il poeta apprezza e per questo vorrebbe incontrare il maestro.
Questa poesia breve, come sempre nelle poesie cinesi brevi, va analizzata nei singoli versi per riscontrare analogie, simmetrie, richiami e giochi di equilibrio.
Nel primo verso la domanda non è chiara, ma si concretizza dal tipo di risposta del secondo verso.
Nel terzo verso il discepolo indica solo una zona e nel quarto verso si comprende che la risposta è volutamente vaga, probabilmente perché il maestro non si vuol far trovare da nessuno.
Nei quattro versi è riportata la conversazione:
1° Verso: domanda
2° Verso: risposta.
3° Verso: indica il luogo
4° Verso: nega la reperibilità.
C’è un alternarsi ripetuto di speranza e delusione che ci fa entrare nell’animo del poeta, desideroso, quasi ansioso di conoscere il Maestro eremita:
1° Verso: speranza
2° Verso: delusione
3° Verso: speranza
4° Verso: delusione
Le parole usate sono semplici ma belle ed espressive.
Possiamo leggere tre livelli di significato tratteggiati in queste poche e semplici parole.
Al primo livello troviamo il poeta con la sua speranza di trovare il Maestro eremita e la sua delusione.
Al secondo livello percepiamo la figura del maestro. Di lui non esce il vero volto, ma una immagine di verde e nuvole lontane in un misto di ambiguità e purezza. Il Maestro però rimane però delineato nel suo comportamento e nella sua indole. Il raccogliere erbe medicali indica una caratteristica positiva del maestro, infatti la raccolta di erbe è utile non per lui stesso ma per il prossimo che il maestro aiuta appunto con le erbe raccolte.
Al terzo livello troviamo la natura con i suoi colori : il verde pino, le nuvole bianco-azzurre e la scura montagna sullo sfondo. In questo gioco di immagini e colori si può anche vedere una simmetria tra la posizione dell’alto pino con la montagna sullo sfondo e la posizione del saggio immerso in alto tra le nuvole (nella cultura cinese il pino simboleggia un carattere determinato e inflessibile).