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trad. Shelly Chen - Francesco Serafini

Mattino di primavera

 

E' primavera, dormi e non senti il mattino arrivare.

Ovunque odi uccelli cantare.

Nella notte giungono rumori di pioggia e di vento.

Chissà quanti fiori farà cascare?

Bai Ju Yi, dinastia Tang

 

 

 
 

 

 

春晓
居易
,唐
白居易,唐
春晓
春眠不觉晓,处处闻啼鸟
夜来风雨声花落知多少
 

 

 

Pin Yin

Autore bái jū yì, Táng

Titolo: chūn xiǎo

chūn mián bù jué xiǎo,

chùchù wén tí niǎo.

yè lái fēng yǔ shēng,

huā luò zhī duōshao.

 

Traduzione letterale

Titolo: Primavera mattino.

Primavera dormire non sentire mattina,

Ovunque sentire cinguettio uccelli.

Notte venire vento pioggia suoni,

Fiore cadere sapere quanti.

 
 

 

Bai Ju Yi, noto anche con il nome di cortesia Letian (乐天) e con il soprannome di XiangshanJushi (香山居士) , della provincia Shaanxi (陕西), fu un poeta di stile realista molto produttivo. Di lui rimangono oltre tremila poesie.

Accanto a poesie di pura liricità, come quella che qui presentiamo, la sua poetica esprime spesso ironia e critica nei confronti del governo e della società feudale. Già a cinque anni componeva poesie e a nove ne conosceva il ritmo. Quando ebbe undici anni, scoppiò una guerra civile e si rifugiò a casa di parenti. Per i seguenti sei anni vide così da vicino la profonda sofferenza della gente. Intorno ai quindici anni decise di impegnarsi nello studio per poter affrontare gli esami di stato che superò a ventinove anni ottenendo il titolo di “scolaro imperiale”.

Tentò poi di rivoluzionare il modo ufficiale di comporre poesie, ma non ci riuscì in quanto non era politicamente ben sorretto. Scrisse così anche varie poesie ironiche che gli provocarono molte inimicizie. Negli ultimi anni si allontanò dalla vita sociale dedicandosi alla ricerca di una vita più comoda e piacevole, continuando ad impegnarsi nei problemi sociali investendo in proprio per facilitare il trasporto fluviale nella regione da lui abitata.

Oltre alle poesie “impegnate”, Bai Ju Yi compose anche molte poesie rivolte alla attenzione verso la natura. Il suo stile realista nella poesia riportata ci dà un idea delle sue grandi capacità poetiche.

 

Ad una prima lettura questa poesia, sembra cosa da poco. Poi rileggendola se ne sente il fascino che nasce non dai semplici vocaboli né dalla struttura artistica ma semplicemente dalle sensazioni che comunica. Col suo stile naturale trasporta il lettore nel mondo meraviglioso della fantasia:

<< A primavera non ti svegli al mattino, perché la primavera concilia il sonno. Il temporale fa cadere i fiori. Quanti? Non lo so.>>  E' una cosa naturale che non desta preoccupazione. Nel primo verso il poeta descrive gli effetti della primavera con tranquillità in quanto sono un fenomeno naturale. Nel secondo verso l'umore è allegro e l'incipiente temporale non turberà questo stato d'animo. Il fonema ripetuto "chù chù" che significa “ovunque“ ci fa immaginare di essere circondati da ogni lato dal cinguettio di uccelli tesi solo verso la ricerca dell' attimo da afferrare.

Nel terzo verso c'è un apprezzamento positivo anche del fenomeno temporalesco con un amore per ogni aspetto del temporale: il vento, la pioggia,  i suoni.

Nell'ultimo verso infine si rivela la natura fanciullesca del poeta con l’innocente domanda "quanti fiori saranno cascati ? " [traducibile anche come: "quanti fiori cadranno ? " ]. E' una domanda di semplice curiosità, non di apprensione. L'osservazione affettuosa della natura del primo verso si mantiene così fino all'ultimo.