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trad. Shelly Chen - Francesco Serafini

La Cetra Preziosa

 

 

Cetra preziosa, perché cinquanta corde?

Ogni corda, ogni ponticello, un anno di gioventù rammenta.

Zhuang al suo risveglio confuse sé in farfalla, enigma dell’esistenza,

Wangdi in primavera mutò in cuculo e gli affidò il suo pianto.

Perla come una lacrima nel mar profondo di luna splende,

terra di giada calor del sole un fumo esala.

Quanto ancora questo sentimento per diventar ricordo?

Soltanto quel momento ormai perso.

Li Shangyin,  dinastia Tang

 

 

 
李商隐,唐
锦瑟
锦瑟无端五十弦,一弦一柱思华年
庄生晓梦迷蝴蝶望帝春心托杜鹃
沧海月明珠有泪,篮田日暖玉生烟。
此情可待成追忆,只是当时已惘然。

 

 

Pin Yin

Autore: Lǐ Shāng Yǐn,  Táng (dinastia),

Titolo:   Jǐn sè

Jǐn  sè wúduān wǔ shí xián,

yī xián yī zhù sī huá nián.

Zhuāng shēng xiǎo mèng mí húdié,

wàng dì chūn xīn tuō dùjuān .

Yuè míngzhū yǒu lèi,

Lán Tián rì nuǎn yù shēng yān。

cǐ qíng kě dài chéng zhuīyì,

zhǐ shì dàng shí yǐ wǎng rán

Traduzione letterale

Titolo:

Cetra di broccato (preziosamente ricamata)

Cetra (di) broccato senza ragione cinquanta corde,

Ogni corda, ogni ponticello, pensare periodo (di) gioventù.

Zhuang [zi] sogno del mattino equivoco farfalla,

Wang dì imperatore primavera affidare cuore cuculo.

Immenso oceano luna brillante perla avere (forma di) lacrime,

Lan Tian  sole caldo giada nascere fumo.

Questo sentimento potere attendere diventare ricordo,

Soltanto quel momento ormai perso.

 

 

Li Shangyin (813-958 d.C) veniva da una famiglia molto povera. A sedici anni aveva già scritto vari testi, due dei quali furono notati dal nobile Ling Hu Chu (令狐楚) anche lui noto scrittore. Il poeta diventò così suo allievo fino  a superarlo in bravura. Fu aiutato dalla famiglia di Ling Hu Chu e a ventisei anni superò gli esami statali. Fece una certa carriera, anche se non elevata. Un anno dopo entrò come addetto presso un'altra persona importante di nome Wang, si innamorò di sua figlia e la sposò. Purtroppo Wang e Ling Hu Chu appartenevano a due fazioni politiche antagoniste. Ling Hu Chu lo accusò di essere un traditore e negli anni seguenti Li Shangyin fu coinvolto in lotte politiche che non sentiva sue e rimase amareggiato tutta la vita. Non fece molta carriera e non fu molto apprezzato. Il suo non era un carattere determinato e non seppe scegliere con fermezza tra amore e carriera. Si perse nelle profondità dell’amore gustandone i vari aspetti e allo stesso tempo si lamentò delle difficoltà della vita. Molte sue poesie d’amore riportano anche sentimenti di rammarico verso la vita.

 

Nel periodo feudale in cui visse Li Shangyin, un letterato aveva una vita vincolata da ferree regole sociali. La ricerca della felicità poteva risultare dolorosa e associata ad un senso di colpa nei confronti di invisibili regole comportamentali feudali trasgredite come la violazione della sottomissione al feudatario.  Era un periodo nel quale il matrimonio era quasi sempre combinato e un amore vero, libero e profondo era difficile da mantenere. Il poeta visse con profondo dolore la contraddizione tra l’amore ed il senso del dovere. Il senso di perplessa confusione traspare con evidenza nella sua opera pur con un delicato linguaggio. Il senso di impotenza non fu vissuto con leggerezza ma allo stesso tempo Li Shangyin non si lasciò degradare nei suoi sentimenti e rimase in lui il gusto per il bello. Nel suo caso possiamo dire che il dolore rese bella la sua poesia di una bellezza malata.

 

 

Per la comprensione di questa poesia bisogna prima conoscere alcuni  fatti e personaggi che in Cina sono noti a chiunque, dei veri e propri “luoghi comuni”.

Il primo riferimento è per Zhuangzi, filosofo del IV secolo a.C. che, si racconta, sognò di essere una farfalla. Volava felice e non sapeva di essere altro che una farfalla. Nel risvegliarsi, Zhuangzi non riusciva a rendersi conto se fosse stato egli stesso a sognare d’essere una farfalla o fosse la farfalla a sognare d’essere Zhuangzi. Una piccola storia che di primo acchitto sembra divertente, ma che è piena di profondi significati sulla consistenza dell’essere.

Il secondo riferimento è per Wangdi, antico re mitico di uno stato nella zona del Sichuan prima della conquista del Sichuan da parte dello stato del Qin avvenuta nel 316 a.C.. Racconta una antica leggenda che Wangdi, tormentato da una profonda crisi esistenziale, si convertì al buddismo e si ritirò a vita ascetica. Morendo si trasformò in un cuculo che pianse fino a morire. Il suo corpo venne ricoperto poi da petali di rododendro. Il periodo in cui il rododendro fiorisce e perde i petali è la primavera, appunto menzionata nella poesia come un preciso riferimento.

Il terzo riferimento è verso un antico detto popolare secondo il quale l’ostrica si apre verso la luna piena per nutrire la perla di luminosità lunare. C’è anche un possibile riferimento alla forma della perla, lacrima di un dio.

Il quarto riferimento è verso le miniere di giada nella località chiamata Lan Tian (che letteralmente significa “campo blu”) nella provincia dello Shanxi con una poetica  immagine di fumo nascente dal calore del sole.

Questa poesia è uno sfogo di sentimenti e frustrazioni. Passando rapidamente da un immagine all’altra con quattro brevi riferimenti, il poeta esprime il senso di impotenza di fronte alla vita.

All’inizio si osserva una bella e preziosa Cetra, paragonata ad una stoffa di broccato. Il poeta si chiede come in uno stato di non-senso: “ perché cinquanta corde?”, non ce ne è ragione!. Poi continua con una riflessione che lo porta dall’esterno (la cetra) all’introspezione: infatti ogni corda, ogni ponticello che sorregge la corda è come un anno della sua vita, forse appunto di cinquant’anni. Una vita sicuramente sofferta. Ogni corda è un anno della sua gioventù. E ogni anno passato, nel suo ricordo non porta pace, ma dubbi esistenziali. Così il poeta inizia una carrellata di citazioni: Il filosofo Zhuangzi che confuse se stesso con una farfalla, il re Wàngdì che durante una primavera si trasformò in cuculo consegnando al triste verso di questo uccello il suo cuore, la perla  dalla forma di lacrima che nell’immenso oceano prende luminosità dalla luna e infine un immagine di  nebbiolina che sorge scaldata dal sole dalle miniere di giada del Lan Tian.

Questa non è una poesia da analizzare a fondo, ma è piuttosto come un brano musicale, da sentire con l’anima e da lasciar risuonare nel ricordo. E’ una poesia che ci mostra un poeta non più giovane che ricorda gli anni passati. La prima parola “broccato” simbolo di preziosità si bacia con “gioventù”, l’ultima del primo verso, a significare la preziosità della gioventù.  Il termine wuduan (无端) “senza senso” dà all’intera poesia un’atmosfera di non-senso della vita.  Nelle citazioni mitologiche hanno un ruolo importante parole come “sogno”, “confusione”, “lacrime”, “fumo” e sono appunto utilizzate per creare una fantastica atmosfera di incanto. Da questa suggestiva atmosfera c’è volutamente nell’ultimo verso un brusco risveglio nell’amara realtà del presente in cui il poeta attende e spera che questi sentimenti diventino solo un ricordo, un sentimento ormai perso, non più un dolore esistenziale.

Questa poesia nel complesso è un contesto ambiguo, difficile da analizzare anche per un lettore di madrelingua. Molte discussioni sono sorte sulle possibili interpretazioni: un generale senso di autodisprezzo e depressione, oppure un malinconico ricordo della moglie scomparsa, oppure una dedica ad una amante ed infine una pura e semplice ammirazione per una bella cetra.

Davanti ad una così bella poesia ci accontentiamo di lasciarci trasportare dalle malinconiche suggestioni che ci propone.