张继 枫桥夜泊
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Attracco notturno al ponte dell'acero

 

La luna tramonta, cristalli di ghiaccio riempiono il cielo,  pianto di un corvo.

Nel fiume dell’acero un fuoco di pescatori, triste immagine della mia notte insonne.

Dal tempio Hán Shān, fuori città, nella notte profonda

arriva alla mia barca un suono di campana.

Zhang Ji, dinastia Tang.

 

 

 
 

 

 

 

张继,唐
枫桥夜泊
月落烏啼霜满天,江枫渔火对愁眠
姑苏城外寒山寺,夜半钟声到客船

 

 
 
Pin Yin
Autore: Zhāng Jì, Táng
Titolo: fēng qiáo yè bó
yuè luò wū tí shuāng mǎn tiān,
jiāng fēng yú huǒ duì chóu mián.
gū sū chéng wài hán shān sì,
yè bàn zhōng shēng dào kè chuán.
Traduzione letterale
Titolo: Acero ponte notte attracco.
Luna tramontare corvo gracchiare brina pieno cielo
Fiume acero pescare fuoco di fronte ansia dormire
Città “Su”fuori HanShan Tempio
Mezzanotte campana suono arrivare viaggiatore nave.
 
 
 

Di Zhang Ji, noto anche con il nome di cortesia  Yisun (懿孙), si conosce pochissimo.

Nacque a Xiangxzhou oggi Xianfang nella provincia di Hubei. Incerta è la data di nascita e di morte; nel 753 d.C. superò gli esami di stato e fu incaricato della gestione economica di alcune miniere di ferro e di sale. Scrisse questa poesia in un periodo di depressione legato alla difficoltà nel superare gli esami di stato che venivano banditi ogni tre anni.

Questa poesia è stata scritta in una notte di autunno inoltrato durante un viaggio fluviale per uno dei tanti trasferimenti che i poeti di quest’epoca compivano per poter sostenere gli esami governativi.

I primi due versi sono pieni di significato e rappresentano le sensazioni del poeta in ogni loro aspetto: visivo, uditivo e corporeo. Gli ultimi due versi invece sono più leggeri e concreti.

 

Primo verso

 

La luna tramonta, cristalli di ghiaccio riempiono il cielo, pianto di un corvo.

 

 Questo primo verso in Cina è famosissimo e viene spesso anche citato da solo. Viene descritta la mezzanotte con tre immagini:

-          la luna tramonta

-          il gracchiare di un corvo

-          la brina nel cielo

Quando la luna è nella  fase crescente sale presto già di giorno e in piena notte già tramonta; il cielo si fa più scuro. Questo cambiamento di luminosità è percepito anche da un corvo che sembra gracchiare per esprimere il suo rammarico. Con l’arrivo del buio profondo l’umidità dell’aria condensa in brina. Il freddo umido si fa intenso e la brina, che dovrebbe trovarsi sulla terra e sulle cose, sembra invece riempire l’aria rendendola pungente. Infatti, in questo ambiente silenzioso e buio l’uomo è più attento alle proprie sensazioni corporee. Il poeta sta passando la notte in una piccola barca e i brividi di freddo entrano nella sua pelle come se ci fosse una aggressione a tutta l’imbarcazione.

Le sensazioni proposte progrediscono parallelamente alla percezione del poeta:

 

sensazione visiva

La luna tramonta (si fa ancora più buio)

Sensazione uditiva

Un corvo gracchia

Sensazione corporea

Il cielo pieno di gelida brina

 

 

 

 

Da questo quadro armonico di sensazioni ci viene così complessivamente proposta una notte autunnale presso la città di “Su”, città posta in una regione piena di corsi d’acqua e di laghi, tra cui il lago grande e famoso Taihu.

 

Secondo verso

 

Nel fiume dell’acero un fuoco di pescatori, triste immagine della mia notte insonne.

 

Nel secondo verso viene descritto il tema presentato nel titolo della poesia: l’attracco notturno al ponte dell’acero.

Nella notte profonda e ormai senza luna le sagome degli alberi non sono nette, le immagini non sono precise. Sopra il fiume c’è foschia ma si riesce a scorgere il fuoco dei pescatori come uno sfondo dell’immagine complessiva. Un’immagine non ben precisata che lascia posto alla fantasia, alla possibilità di fantasticare su altre realtà.

In questo verso viene proposta una contrapposizione tra due zone con un abbinamento particolarmente curato:

 

Zona della riva

Zona lontana

Fiume dell’acero

Luce dei pescatori

Quiete

Movimento

Buio

Luce

Sulla riva

Sopra il fiume

 

La zona della riva in cui si trova il poeta è avvolta della quiete e dal buio e si contraffaccia con un’altra non ben definita nella quale c’è però vita, luce, movimento nella quale possiamo lasciare la fantasia libera di immaginare. La seconda zona è più viva della prima nella quale si trova il poeta, ma è solo un luogo per la mente, per la fantasia.

 

Terzo e quarto verso

 

Dal tempio Hán Shān, fuori città, nella notte profonda

arriva fino alla mia barca un suono di campana.

 

Con i primi due versi precedenti il poeta ha mostrato una serie di immagini e sensazioni che nel complesso portano alla malinconia. Nonostante questo stato d’animo il poeta può comunque apprezzare la bellezza della natura che incontra nel suo viaggio fino a fondersi con la natura stessa. In due soli versi di sette ideogrammi ciascuno ci sono state mostrate sei scene che hanno espresso per intero situazioni, immagini e stati d’animo; nei seguenti due versi non c’è ormai altro da aggiungere, la poesia è già completa. Nel terzo e quarto verso rimane così da aggiungere solo la collocazione geografica ed una ultima immagine: il suono di una campana del Tempio Han Shan che giunge fino alla barca.

Presso la cittadina di “Su” c’è ancora oggi un tempio[1], che si trova ad ovest del ponte, costruito sotto la dinastia Liang (502-557 d.C.)  e poi dedicato in epoca Tang (618-907 d.C.)  al famoso monaco Han Shan (il cui nome letteralmente significa montagna gelata). L’attracco notturno presso il ponte “dell’acero” presso un così famoso tempio da una collocazione ed un valore particolare a questa immagine. E così il suono di campana che proviene dal tempio assume un carattere non solo di malinconia notturna ma anche di sacralità e di conforto.


 

[1] Il tempio Han Shan divenne poi famoso a causa proprio di questa poesia. Così nel passare degli anni fu ingrandito ed è ora meta di molti turisti. Tuttora sono aperte le discussioni su dove fosse ancorata la barca del poeta. E’ presente all’interno del tempio una statua in bronzo del poeta. La tradizione popolare vuole che per migliorare la proprie capacità poetica si debba toccare l’indice destro della statua, che infatti è mantenuto lucido dai molti turisti.